In sintesi
- 🎬 Cuori 3
- 📺 Rai 1, ore 21:30
- ❤️ Medical drama ambientato negli anni ’70 alle Molinette di Torino, che racconta le vite di medici e infermieri tra misteri, emozioni, rivalità professionali e temi sociali come la condizione femminile e l’evoluzione della medicina italiana.
Cuori 3, Rai 1, Pilar Fogliati, Matteo Martari e l’inconfondibile tocco di Riccardo Donna: sono queste le entità più forti che guidano la serata TV di oggi, domenica 8 febbraio 2026. E per chi ama i medical drama italiani con una vena nostalgica e un pizzico di mistero, gli episodi 3 e 4 di “Cuori 3” in prima visione sono un appuntamento praticamente obbligato.
Perché stasera Cuori 3 è il titolo da vedere su Rai 1
La terza stagione della serie ha già dimostrato di essere una delle fiction più solide del palinsesto Rai: oltre 4 milioni di spettatori all’esordio non arrivano per caso. Il pubblico cerca storie capaci di fondere emozione, tensione narrativa e un background storico credibile. “Cuori 3”, ambientato nel 1974 alle Molinette di Torino, fa proprio questo: intreccia la storia della cardiochirurgia italiana con un racconto umano pieno di fragilità, desideri, etica professionale e sentimenti.
Gli episodi in onda stasera alle 21:30 riportano al centro del racconto Alberto, Delia e tutto il complesso microcosmo dell’ospedale, sempre più segnato dall’arrivo del nuovo primario La Rosa, dal sensitivo Gregorio Fois e dalle tensioni crescenti tra infermiere e medici. Il tutto con quell’estetica anni ’70 che la serie ha saputo ricostruire con cura quasi filologica.
Cuori 3: cosa succede negli episodi 3 e 4 tra emozioni, misteri e cardiologia d’impatto
La serata si apre con una notizia che colpisce subito allo stomaco: un suicidio. Non è chiaro chi sia la vittima e Alberto teme si tratti di Irma, la donna che rappresenta il suo passato irrisolto. La ricerca disperata della verità porta tensione, ritmo e tanti interrogativi che pesano sul suo rapporto con Delia, già messo alla prova dal desiderio – sempre più urgente – di diventare genitori.
Proprio Delia, infatti, inizia un percorso sulla fertilità. Un dettaglio che riflette perfettamente il contesto storico: una donna medico negli anni ’70 doveva continuamente bilanciare carriera, aspettative sociali e vita privata. È uno degli aspetti più moderni della serie, che racconta un’Italia in trasformazione attraverso personaggi che sembrano sempre sul filo del rasoio tra emancipazione e vincoli culturali.
Parallelamente, la nuova infermiera Elena entra ufficialmente in scena occupandosi di Bruno, il ragazzo intrappolato nel polmone d’acciaio, uno dei simboli più potenti della fiction. Il polmone d’acciaio non è solo un espediente narrativo: è uno dei dispositivi più iconici della medicina del Novecento e vederlo al centro di una fiction italiana è quasi un atto da nerd, una chicca rara per chi ama la storia della medicina.
In reparto le rivalità tra infermiere non si fermano: Serenella e Assunta si giocano l’esame per diventare caposala, un piccolo grande mondo di micropolitica ospedaliera che la serie racconta con realismo sorprendente. Chi lavora in ambiente sanitario sa bene quanto spesso le tensioni più profonde non nascano in sala operatoria, ma nei corridoi.
- Il mistero del suicidio che travolge Alberto
- L’esame da caposala che accende rivalità e svela alleanze silenziose
Intanto le condizioni di Bruno peggiorano e Fausto, nel tentativo di avvicinarsi a Roberta, si scontra con i limiti ferrei imposti da lei. Una storyline secondaria che cresce episodio dopo episodio e che stasera si carica di emozione e delicatezza.
L’impatto culturale di Cuori 3 e perché questi episodi contano
La forza di “Cuori 3” sta nel modo in cui riesce a fondere divulgazione, dramma e nostalgia senza mai scadere nel didascalico. Elementi come il polmone d’acciaio, le prime tecniche di angioplastica o la lenta affermazione delle donne nella medicina italiana degli anni ’70 non sono solo scenografia: definiscono un’epoca e la riportano in vita con rigore, ma anche con quel pizzico di malinconia che rende la serie riconoscibile e diversa da qualsiasi altra fiction italiana.
L’introduzione del sensitivo interpretato da Giulio Scarpati è uno dei twist più discussi, e forse anche uno dei più coraggiosi. Un elemento quasi esoterico dentro un medical drama rigoroso poteva essere un azzardo, ma riesce a rendere la stagione più stratificata, quasi una riflessione sulle tensioni tra scienza e credenze popolari, che negli anni ’70 erano più vive che mai.
Stasera, con episodi che toccano temi come la depressione, la genitorialità, la fragilità emotiva del personale sanitario e le battaglie quotidiane delle donne in corsia, la serie entra ufficialmente nel cuore della sua stagione più ambiziosa. È il momento in cui Cuori mostra davvero perché ha conquistato pubblico e critica: perché dietro ogni bisturi c’è una storia, e dietro ogni storia c’è un’epoca che vale la pena rivivere.
Se ami le fiction emotive, le atmosfere vintage e i medical drama pieni di umanità, la serata su Rai 1 è già scritta. Gli episodi 3 e 4 di “Cuori 3” promettono tensione, sorprese e, come sempre, quel battito irregolare che solo le grandi storie sanno provocare.
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